Decimo anniversario dell’Ambulatorio per il Gioco d’Azzardo e le Nuove Dipendenze del SerT di Arezzo: tutti i numeri

Fonte: La Nazione.it Arezzo del 17/12/2014

Si sono rivolte al servizio 245 persone con problemi di dipendenza da comportamento. In particolare, il 91,8 % dell’utenza ha chiesto aiuto per dipendenza da gioco d’azzardo patologico, il 4,5 % per dipendenza da internet e il 3,7 % per shopping compulsivo. Gli uomini costituiscono il 76,3% e le donne il 23,7%
Arezzo, 17 dicembre 2014 – Sabato 20 dicembre 2014 presso la Casa Diritta di via Garibaldi 15 dalle 8.30 alle 16.00 si terrà “Ancora in gioco, dieci anni dopo. Parole, giochi e danze per il 10° anniversario dell’Ambulatorio per il Gioco d’Azzardo e le Nuove Dipendenze del SerT di Arezzo”. La giornata, patrocinata dal Comune di Arezzo, è organizzata dal SerT Zona Aretina dell’Azienda Usl8 in collaborazione con l’Associazione Mirimettoingioco e il Gruppo Clown Dottori “La Valigia dei Sorrisi” della Misericordia di Arezzo.
“Il decimo anniversario dell’Ambulatorio G.A.N.D. (Gioco d’Azzardo e Nuove Dipendenze), afferma Marco Becattini, direttore del Sert aretino, è l’occasione per riflettere insieme – operatori socio-sanitari e del territorio, studenti, docenti, volontari, utenti e familiari – sul significato delle dipendenze da comportamento, patologie meno conosciute rispetto alle più note dipendenze da sostanze, che intercettano nuove fasce di popolazione (ad es. gli adolescenti e i pensionati) e spesso sottovalutate perché i comportamenti che creano dipendenza sono gli stessi comportamenti socialmente incentivati (giochi leciti, uso di internet, shopping, lavoro, ecc.)”.

La giornata vede anche la partecipazione di due scuole aretine: il Liceo Artistico, che presenta i materiali elaborati dagli studenti sulle dipendenze tecnologiche, e la Scuola Media “Margaritone”, che illustra uno studio sulla presenza di meccanismi simili all’azzardo in alcuni giochi rivolti ai bambini. Il dialogo con gli studenti vede alcuni momenti significativi nell’intervento del Prof. Tonino Cantelmi, professore di cyberpsicologia e uno dei massimi esperti in Italia di dipendenze tecnologiche, e nelle testimonianze di giocatori e familiari di Mirimettoingioco. La giornata si conclude con giochi e danze popolari.

Per favorire una maggior efficacia sia delle azioni di prevenzione che degli interventi rivolti agli utenti e ai loro familiari, il SerT coordina da dieci anni una rete di istituzioni che a vario titolo si occupano di gioco d’azzardo e nuove dipendenze: Comune di Arezzo, Provincia, Prefettura, Forze dell’Ordine, Caritas Diocesana, Misericordia, Categorie Economiche, Anteas e Mirimettoingioco.

Valentina Cocci, responsabile del Gruppo GAND Arezzo, ci fornisce una fotografia dettagliata dei giocatori aretini: “in questi dieci anni di apertura dell’Ambulatorio si sono rivolte al servizio 245 persone con problemi di dipendenza da comportamento. In particolare, il 91,8 % dell’utenza ha chiesto aiuto per dipendenza da gioco d’azzardo patologico, il 4,5 % per dipendenza da internet e il 3,7 % per shopping compulsivo. Gli uomini costituiscono il 76,3% e le donne il 23,7%.

Rispetto all’età, il 2% dell’utenza generale è minore di 20 anni, il 5,7% tra i 20 e i 30 anni, il 24,9% tra i 30 e i 40 anni, il 29% tra i 40 e i 50 anni, il 20% tra i 50 e i 60 anni, il 14,7% tra i 60 e i 70 anni e il 3,7% oltre i 70 anni. L’età media dell’utenza in carico è di 46,9 anni.
Per quanto riguarda gli utenti che hanno chiesto aiuto per gioco d’azzardo patologico (N. 225), il profilo medio è maschio, coniugato o convivente con figli, lavoratore dipendente, tra i quaranta e i cinquant’anni, giocatore di slotmachine, con ingenti debiti a causa del gioco.
Da notare – precisa la dottoressa Cocci – che le richieste di aiuto per internet nell’ultimo anno hanno riguardato nello specifico la dipendenza da cellulare e da videogame da parte dei cosiddetti “nativi digitali”, cioè ragazzi nati alla fine degli anni Novanta e cresciuti nella “società tecno-liquida” dove le relazioni, l’amore e l’apprendimento sono mediate dalla tecnologia. Queste nuove forme di dipendenza dalla tecnologia sono la patologia più insidiosa dei nuovi strumenti multimediali (il computer, il tablet, il cellulare, i videogame, ecc.).

Per quanto riguarda l’identità di genere, prevalgono i maschi, sia nella dipendenza da gioco (79,1%) che nella dipendenza da internet (81,8%), mentre questi rappresentano un’esigua percentuale dell’utenza con shopping compulsivo che vede una netta prevalenza del sesso femminile (88,9%).
Rispetto all’età media di accesso al Servizio, segnala infine la dottoressa Cocci, per i giocatori d’azzardo patologici è di 47,4 anni e per gli shopper compulsivi è di 54,2 anni, mentre si abbassa significativamente per gli utenti con dipendenza da internet a 29,8 anni”.

Programma dell’incontro