Italiani stregati dal gioco d’azzardo tre milioni a rischio di ludopatia

Fonte: IGN portale del gruppo dell’Adnkronos del 14/05/2013

 Roma, 14 mag. (Adnkronos Salute/Ign) – Italiani stregati dal gioco d’azzardo. In tre anni, dal 2008 al 2011, la percentuale di persone tra i 15 e i 64 anni che ha puntato soldi almeno una volta su uno dei tanto giochi presenti sul mercato (Lotto, Superenalotto, Gratta e vinci, scommesse sportive, poker online)  è passata dal 42% al 47%. Circa diciannove milioni di scommettitori, di cui ben tre a rischio ludopatia. Soprattutto maschi, disoccupati e persone con un basso livello di istruzione. E’ quanto emerge dagli ultimi dati dello studio Ipsad (Italian population survey on alcohol and other drugs) dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa, in possesso dell’Adnkronos Salute.

L’indagine, condotta su un campione di undicimila persone, oltre a scattare una fotografia sul consumo di alcol e droghe, passa ai raggi X l’universo dei giochi d’azzardo. Dall’indagine del Cnr emerge con chiarezza che sebbene i giocatori sociali, vale a dire quelli senza alcun profilo di rischio, siano la maggioranza, quelli classificabili a basso rischio sono già due milioni (11%). Coloro che invece, si avviano a sfiorare la dipendenza patologica sono circa un milione. “Un dato – spiega Sabrina Molinaro, responsabile della ricerca – che ha fatto scattare più di un campanello di allarme come dimostrato dalle azioni promosse da alcune direzioni sanitarie locali per l’assistenza di queste persone ‘drogate’ dal gioco”.
Tra gli scommettitori tante donne: 7,5 milioni, pari al 38% di chi ha giocato d’azzardo almeno una volta nel 2011. Erano 5,8 milioni nel 2007. Un gran bel balzo, anche se il salto vero lo fanno le donne over 45. Tra le più mature la platea delle giocatrici che hanno puntato almeno una volta si è infatti raddoppiata, passando in quattro anni dal 20% al 40%. L’identikit del giocatore problematico mostra che sono soprattutto i maschi a finire nella ‘gabbia’ del gioco. Il titolo di studio più frequente è la licenza elementare. Il giocatore ‘tipo’ è disoccupato e, se lavora, ricopre la mansione di operaio; se invece inquadrato come lavoratore autonomo, ha un contratto precario o è un libero professionista. I luoghi più ‘pericolosi’ sono per gli uomini sale gioco, sale bingo, ma anche in parte il circolo ricreativo, il telefonino e internet. Una presunta solitudine accomuna il giocatore maschio alle giocatrici: sono separati, divorziati o vedevi/e.
Le giocatrici ‘tipo’ sono in possesso della licenza di scuola media inferiore; se impiegate rivestono un ruolo di dirigente e hanno un contratto a tempo indeterminato; mentre se lavoratrici autonome sono imprenditrici. Tra le donne impiegate nei trasporti e nelle comunicazioni si rilevano i maggiori rischi: 5,1%.
Cresce anche tra gli adolescenti italiani la ‘febbre del gioco’. Dallo studio Espad Italia 2012 (European Population Survey on Alcohol and other Drugs), realizzato dal Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr), in possesso dell’Adnkronos Salute, emerge che sono più di un milione gli studenti che lo scorso anno riferiscono di aver giocato soldi. Nonostante una chiara legislazione restrittiva per i minori, sono 630mila gli under 18 che hanno speso almeno un euro giocando d’azzardo. Secondo l’indagine – che ha coinvolto 45mila studenti delle scuole superiori e 516 istituti scolastici di tutta la Penisola – nell’ultimo anno il 45,3% degli studenti ha puntato somme di denaro. A essere decisamente più coinvolti nel vortice del gioco sono i ragazzi (55,1% vs. 35,8% delle ragazze). Per il 60% delle giocatrici si è trattato di un evento occasionale (1-2 volte), anche se il 36% ha giocato dalle tre alle diciannove volte. Un quinto dei ragazzi ha invece dichiarato di aver giocato somme di denaro più di venti volte nel corso dell’anno. E ancora. Circa il 74% ha scommesso in media meno di 10 euro al mese, il 20% da 11 a 50 euro e il 6% oltre 51 euro. A puntare più soldi al gioco sono gli adolescenti maschi, mentre la maggioranza delle ragazze per giocare spende meno di 10 euro. “Sebbene la maggior parte rientri tra i giocatori moderati e senza alcun profilo di rischio – spiega Sabrina Molinaro, responsabile della ricerca – il 7% risulta problematico e il 12% è a rischio gambling. Secondo la ricerca, si stima che siano 100 mila gli studenti che già presentano un profilo di rischio moderato e 70 mila quelli con una modalità di gioco problematica. Tra i giochi più diffusi: il Gratta e Vinci/Lotto istantaneo e il Lotto Superenalotto; questi ultimi risultano preferiti in particolare dalle ragazze (58% e 23% rispettivamente), mentre i ragazzi scelgono le scommesse sportive e il poker texano (30% e 19% rispettivamente).

Una situazione che rischia di trasformarsi in un “vero e proprio dramma”. “Basta andare dal tabaccaio o nei centri per le scommesse sportive per vederlo: stiamo crescendo una generazione di giovanissimi giocatori – commenta all’Adnkronos Salute Tonino Cantelmi, professore di psicologia dello sviluppo alla Lumsa -. Bambini e adolescenti che, magari con il compiacente permesso dei genitori, fin dalle elementari si dilettano con Gratta e Vinci e scommesse”.

Nel Centro-Sud si gioca di più. Il primato spetta alla Campania (57%), segue la Calabria (55%) e poi Lazio, Sicilia, Puglia e Abruzzo (tutte si attestano su circa il 53%). Le regioni dove invece si gioca di meno rispetto alla media nazionale (47%) sono quelle del Nord: Emilia Romagna in primis (41%), ma anche Trentino Alto Adige (42%), Liguria e Veneto (44%). Nonostante nelle regioni meridionali il gioco d’azzardo sia più diffuso che nel resto della penisola (è il Molise a registrare la percentuale più alta di gambler: 13%), i giocatori con profilo di rischio moderato non sono concentrati solo in queste aree. Dove si gioca di meno, come ad esempio in Friuli Venezia Giulia, la quota di giocatori è assai più sostenuta (8%) in confronto alla media nazionale (5,3%).
Il Lotto/Superenalotto insieme al Gratta e Vinci/Lotto istantaneo sono tra i giochi nazionalpopolari più scelti in assoluto, con percentuali che vanno dal 75% al 67% nelle regioni del centro-sud e che in pratica si ritrovano, anche se con valori leggermente inferiori, in quelle settentrionali. Sempre al meridione particolarmente diffuse sono anche le scommesse sportive (30% rispettivamente in Campania, Puglia e Basilicata; 24% in Calabria; 20% Sicilia) insieme ad altri giochi con le carte. Nelle regioni nord-occidentali e nord-orientali si osservano prevalenze importanti di giocatori che si dedicano al poker texano e alle macchinette da gioco elettroniche (percentuali oltre il 10% in alcuni casi), ma diffuse sono le scommesse sportive (tra il 17% della Liguria, il 14% della Lombardia e il 10% delle altre). Gli uomini, in generale, sono maggiormente coinvolti da scommesse sportive (47%) e poker texano (45%), mentre le donne giocano di più a Gratta e Vinci e similari. Il Bar/Tabacchi/pub è il luogo prescelto per giocare alle varie versioni di Lotto e Gratta e vinci (80%). Nel centro-sud, rispetto a quanto accade nel resto del Paese, in molti giocano a casa propria o di amici: dal 21% nelle Marche fino al 30% in Sicilia. Percentuali importanti si registrano anche tra coloro che frequentano le Sale scommesse: dal 15% in Molise al 25% in Basilicata. Anche il tradizionale Casino’ continua ad essere un luogo di richiamo per i giocatori (dall’11% in Piemonte/Valle d’Aosta al 21% in Friuli Venezia Giulia).
C’è poi un aspetto dell’indagine che apre uno squarcio interessante e significativo sul profilo del giocatore d’azzardo: circa il 6% di chi gioca tende infatti a tenere nascosta l’entità del proprio coinvolgimento. Un atteggiamento, questo, in leggero aumento rispetto al 2008 (5%) per entrambi i generi e tutte le classi d’età. A differenza del giocatore moderato, il gambler consuma più alcol e, soprattutto al test di screening Cage (che misura l’uso problematico di alcol), si rileva un numero maggiori di giocatori problematici (26% contro l’8%). Allo stesso modo il giocatore d’azzardo con profilo patologico incontra piu’ spesso l’abitudine a fare binge drinking (16,5% vs 6%). Si conferma anche il cliché della sigaretta in bocca al giocatore accanito: 47% contro il 26% dei non problematici. Anche fumare hashish o marijuana è più diffuso tra i soggetti con profilo a rischio rispetto al resto degli scommettitori più moderati.

“La dimensione ludica è importante per l’essere umano, e d’altronde giochiamo ad ogni età” dice all’Adnkronos Salute il professor Cantelmi. “Il gioco stesso ha una funzione: accende il nucleo accumbens, liberando dopamina, il neurotrasmettitore del piacere. Insomma, siamo ‘programmati’ per trarre piacere dal gioco”. Risulta quindi cruciale disinnescare le ‘trappole’ che accendono la dipendenza. “Se il risultato del gioco è imprevedibile – conclude -, il nucleo accumbens si ‘accende’ e in caso di vincita il piacere è immenso. Il problema scatta quando non si riesce più a fare a meno di questa iniezione di dopamina”.

 Fonte: Adnkronos Salute