SALUTE MENTALE: Cantelmi (psichiatra), “il sistema cervello-mente si sta già adattando alla tecnologia”

2 dicembre 2017 @ 12:24

“L’ibridazione uomo-macchina sta già avvenendo tanto da domandarci: Cosa rende umano un essere umano? Cosa resta dell’umanità? Esiste un limite invalicabile?”. Sono i quesiti posti questa mattina da Tonino Cantelmi, professore di Cyberpsicologia all’Università Europea di Roma, nel suo intervento al convegno “La Chiesa e la salute mentale. Cultura del provvisorio, scarti e nuovi poveri: il disagio psichico al tempo della tecnoliquidità” organizzato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei e dal Tavolo nazionale per la salute mentale, in collaborazione con l’Aippc. “Secondo molti – ha affermato Cantelmi – siamo alle soglie di una mutazione antropologica che riguarda il sistema cervello-mente. La mente tecnoliquida, dove tecnoliquido significa l’abbraccio fra il paradigma della liquidità e la grande rivoluzione digitale”. “La rivoluzione digitale – ha notato – si sta compiendo. Non è semplicemente un fatto di dati ma è un fatto del sistema cervello-mente”. “Qual è il grande medium che plasma una nuovo dimensione cervello-mente se, paradossalmente, non l’immersione precoce dei nostri bambini nella tecnologia digitale attraverso il grande mondo dei videogiochi?”, ha proseguito. “La tecnologia – ha rilevato – non è più uno strumento ma è una dimensione esistenziale, un prolungamento della realtà, una parte di noi stessi”. Per cui, “oggi ci poniamo questa domanda fondamentale: Che cos’è reale e cos’è virtuale?”. Secondo Cantelmi, “per i nostri bambini la distinzione tra reale e virtuale è fittizia, non ha più senso”. Il docente ha poi parlato dei “tre elementi costitutivi della spinta psicosociale nella postmodernità tecnoliquida”. Il primo è la “velocità”, “che non è più un lusso ma una dimensione antropologica ineludibile. O siamo veloci o non siamo”. Dunque, “l’esperienza non è più collocata nella dimensione spazio-tempo come noi ‘analogici’ siamo abituati a pensare ma in un cervello ‘digitale’ l’esperienza è collocata in una dimensione spazio-velocità”. “Tutto è velocissimo: l’amore, l’amicizia. Tutto – ha osservato – è consumato velocemente”. Il secondo elemento è la “tecnomediazione della relazione”, è la “rivoluzione dei social”. “Tutto è tecnomediato nella relazione”, ha spiegato Cantelmi, evidenziando come “i nostri bimbi sono abituati fin da piccoli”. Infine, “l’estremo narcisismo digitale dove la cosa importante è raccogliere ‘like’ o visualizzazioni per incrementare la reputazione online”. Lo psichiatra ha sottolineato come “in realtà il sistema cervello-mente si sta già adattando alla tecnologia. La rivoluzione digitale sostituisce completamente l’uomo in molte cose e forse ci può sostituire perfino nel pensare e nel provare emozioni”. “Il mondo digitale eliminerà il cervello ‘analogico’? Ci adatteremo all’impatto del digitale?”, ha chiesto Cantelmi. “Il tema dell’umano – ha concluso – penso sia rintracciabile nella possibilità che abbiamo di fare incontri autentici e nella ricostruzione delle relazioni. L’irriducibile bisogno che abbiamo di incontri autentici non sarà soppresso dal passaggio dal cervello ‘analogico’ a quello ‘digitale’. Anzi, questa sarà la consegna che noi generazione ‘analogica’ presto estinta faremo al mondo ‘digitale’”.

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