Seminario Cei. Salute mentale: Cantelmi (psichiatra), attenzione a “segregazione gentile”. Occorre “fare i conti con affettività e sessualità”

21 febbraio 2018 @15:38

“Nella riabilitazione ex art. 26 (che riguarda i centri di riabilitazione nati con la legge n. 833/78 nella quale vengono definiti i diritti all’assistenza sanitaria e i criteri con i quali deve essere assicurata ai cittadini la prestazione dei servizi di riabilitazione, ndr) il lavoro sta transitando dal lavoro sulla diagnosi al lavoro sulla persona” mentre “i setting riabilitativi residenziali sono sempre più di confine, ossia aperti, e questi sono elementi molto positivi”. Lo ha detto Tonino Cantelmi, psichiatra e professore di cyberpsicologia all’Università europea di Roma, intervenendo al seminario “Tra segregazione e accoglienza: accolti.it. Per un progetto nazionale per l’accoglienza della disabilità psichica”, promosso oggi nella capitale dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei e dal Tavolo nazionale per la salute mentale istituito presso lo stesso Ufficio.

“Tra segregazione e accoglienza – avverte tuttavia Cantelmi – ci sono forme di segregazione gentile alle quali il contesto culturale ci abitua. Stiamo tentando di abbattere le barriere architettoniche ma non facciamo altrettanto per quelle relazionali e psicologiche che hanno molta forza segregante”.

Una porta da aprire è inoltre quella della “dimensione corporea legata alla psicoaffettività e alla sessualità. Siamo in un contesto difficile con molti punti critici, ma è un tema con il quale dobbiamo fare i conti”.

Un altro tema, avverte, “è il coinvolgimento, dove è possibile, dei contesti familiari, ma rimane in ombra il tema dei fratelli e delle sorelle delle persone con disabilità”. Occorre poi un “riconoscimento sociale” della disabilità, altrimenti “abbiamo le armi spuntate”.

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