Addiction e tDCS: uno studio pilota

Lupi M. 1; Miuli A. 1; Pettorruso M. 2; Sepede G. 1; Cantelmi V 3; Tittozzi B 3; Piro L. 1; Di Miscia M. 1; Coladonato M. 1; Chillemi E 3; Martinotti G. 1,3,4; Di Giannantonio M1.

1Department of Neuroscience, Imaging and Clinical Sciences, “G. d’Annunzio” University, Chieti, Italy

2Institute of Psychiatry and Psychology, Fondazione Policlinico Universitario “A.Gemelli“, Università Cattolica del Sacro Cuore, Rome, Italy

3Struttura Residenziale Psichiatrica “Villa Maria Pia”, Rome, Italy

4Department of Pharmacy, Pharmacology, Clinical Science, University of Hertfordshire, Herts, UK.

Introduzione

Tra le tecniche di Brain Stimulation la stimolazione transcranica con correnti dirette (tDCS) sta assumendo un ruolo rilevante, anche in virtù della facilità di impiego e dalla assenza di effetti avversi consistenti. Negli ultimi anni la tDCS è stata sempre più utilizzata nella ricerca clinica psichiatrica ed in quella neuroscientifica di base con risultati particolarmente positivi nella depressione maggiore [1]. L’area dell’addiction risulta scarsamente esplorata, all’infuori di alcuni promettenti casi clinici. Inoltre, recentemente, è stato osservato che l’applicazione della tDCS sulla corteccia dorsolaterale prefrontale (DLPFC) si è rivelata un utile strumento nella riduzione del craving sia nei disturbi da uso di sostanze che nelle dipendenze comportamentali, aprendo così, nuovi scenari di ricerca [2,3].

Alla luce di tutto questo e dei vantaggi offerti dalle tecniche tDCS (non-invasive, ben tollerate ed attuate attraverso un dispositivo portatile e compatto), il nostro studio ha lo scopo di valutare l’efficacia di queste ultime in associazione alla terapia psicofarmacologica, nel trattamento dei disturbi da uso di sostanze (SUDs).

Obiettivo secondario è invece la valutazione della dimensione depressiva e dell’impulsività, in considerazione anche dell’elevato tasso di associazione tra i disturbi dell’umore ed i SUDs [4].

Metodi

Lo studio randomizzato ha reclutato, soggetti di età superiore ai 18 anni con diagnosi di Disturbo da Uso di Sostanze e Addiction, secondo i criteri del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali – DSM 5.

Tutti i soggetti sono stai sottoposti ad un trattamento tDCS (attiva o sham) per 5 giorni consecutivi. La sintomatologia dei pazienti è stata valutata attraverso scale psicometriche (HAM-D, HAM-A, Y-MRS, BSI, SOGS, VAS 1-10 per il craving), all’inizio del trattamento con tDCS (baseline) ed al quinto giorno dall’inizio del trattamento (endpoint).

Le diagnosi dei pazienti inclusi comprendevano: Disturbo da Uso di Cocaina, Alcol, Eroina, Cannabis, e Gambling Disorder.

Risultati

In questo lavoro sono stati analizzati i dati provenienti da un campione preliminare di 21 soggetti, di cui 3 donne e 18 uomini (età media: 37.17; SD: 10.42). I pazienti sono stati randomizzati in due gruppi: sham (8) e stimolazione attiva (13). All’ Analisi della Varianza (ANOVA), sono state prese in considerazione le seguenti variabili: la VAS 1-10 per il craving, la BIS, la HAM-D, la HAM-A e la MRS.

Alla scala VAS 1-10 al confronto tra T0 (baseline) e T1 (endpoint) è stato rilevato un calo dei valori nel tempo esclusivamente nel gruppo che aveva effettuato stimolazione attiva (DLPFC) [F(1,13) = 4.9; p = 0.044] (Fig. 1).

Alla scala HAM-D al confronto tra T0 (baseline) e T1 (endpoint) è stato rilevato un calo dei valori nel tempo esclusivamente nel gruppo che aveva effettuato stimolazione attiva [F(1,13) = 4.8;  p = 0.046] (Fig. 2).

Alla scala BIS al confronto tra T0 (baseline) e T1 (endpoint) è stato rilevato un calo dei valori nel tempo esclusivamente nel gruppo che aveva effettuato stimolazione attiva [F(1,13) = 7.9;  p = 0.014] (Fig. 3).

Conclusioni

I nostri dati rivelano una riduzione del craving statisticamente significativa nei soggetti che avevano effettuato tDCS attiva sulla DLPFC destra, confermando il trend registrato nella letteratura scientifica [5].

Nel nostro studio inoltre, la riduzione dei valori alla scala HAM-D nei soggetti che avevano effettuato tDCS attiva, depone a favore di quest’ ultima anche nel miglioramento del quadro psicopatologico ansioso-depressivo spesso concomitante alla dipendenza da sostanze.

Ad oggi, le ricerche esistenti sul rapporto causale tra disturbi psichiatrici e disturbi derivanti da sostanze stupefacenti sottolineano come i sintomi dei disturbi mentali e dei problemi legati alla tossicodipendenza interagiscono l’uno con l’altro e si influenzano vicendevolmente [6].

In questo scenario, nuove forme di trattamento che possano agire in maniera sinergica e complementare ai farmaci e alle altre terapie ufficialmente indicate sia nei SUDs che nei  vari disturbi psichiatrici sono auspicabili e necessarie.

References

1.Nitsche M.A., Paulus W. Transcranial direct current stimulation–update 2011. Restor Neurol Neurosci 2011; 29: 463-492.

2.Jansen JM, Daams JG, Koeter MW, Veltman DJ, van den Brink W, Goudriaan AE. Effects of non-invasive neurostimulation on craving: a meta-analysis. Neurosci Biobehav Rev. 2013 Dec;37(10 Pt 2):2472-80.

3.Lupi M, Martinotti G, Santacroce R, Cinosi E, Carlucci M, Marini S, Acciavatti T, di Giannantonio M. Transcranial Direct Current Stimulation in Substance Use Disorders: A Systematic Review of Scientific Literature. J ECT. 2017 Sep;33(3):203-209

4.Martinotti G, Lupi M, Acciavatti T, Cinosi E, Santacroce R, Signorelli MS, Bandini L, Lisi G, Quattrone D, Ciambrone P, Aguglia A, Pinna F, Calò S, Janiri L, di Giannantonio M. Novel psychoactive substances in young adults with and without psychiatric comorbidities. Biomed Res Int. 2014;2014:815424

5.Lefaucheur JP, Antal A, Ayache SS, Benninger DH, Brunelin J, Cogiamanian F, Cotelli M, De Ridder D, Ferrucci R, Langguth B, Marangolo P, Mylius V, Nitsche MA, Padberg F, Palm U, Poulet E, Priori A, Rossi S, Schecklmann M, Vanneste S, Ziemann U, Garcia-Larrea L, Paulus W. Evidence-based guidelines on the therapeutic use of transcranial direct current stimulation (tDCS). Clin Neurophysiol. 2017 Jan;128(1):56-92.

6.Bakken, K., Landheim, S., e Vaglum, P. (2003). Primary and secondary substance misusers: do they differ in substance-induced and substance-independent mental disorders?. Alcohol and Alcoholism, 38, 54–59.

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