Desirée e gli “adultescenti” incapaci di cura

Nella storia della ragazza ritrovata morta a San Lorenzo, l’assenza di adulti responsabili, capaci di entrare in relazione con i ragazzini, dotati di carisma, di credibilità e di significato.

Desirée, 16 anni. San Lorenzo, il quartiere dei giovani e della movida. Ecco una storia che riguarda una ragazzina e un quartiere frequentato da ragazzini e giovani alla ricerca del divertimento. Qui però il divertimento coincide con la ricerca di emozioni forti, generate dal mix di sesso, alcol e droga. Ricerca che cela un clamoroso disagio esistenziale. Eppure manca qualcosa. O meglio: qualcuno. Mancano adulti responsabili della vita dei giovanissimi, abbandonati nelle mani di altri adulti irresponsabili e predatori.

Desirée aveva abbandonato la scuola, trascorreva intere giornate e a volte nottate fuori di casa, frequentava giri rischiosi, assumeva droghe. I servizi sociali del Comune di Cisterna di Latina, che seguivano il caso di Desirée, avevano segnalato al Tribunale dei Minorenni che quella ragazzina di 16 anni era in pericolo: Desirée, San Lorenzo e l’adulto assente. Il percorso di vita della ragazzina è stato intercettato da tanti adulti predatori o insignificanti, ma non da un adulto responsabile, che si prendesse davvero cura di lei (un genitore affettuoso, un parente efficace, un insegnante, un educatore, un prete, un assistente sociale, un poliziotto…).

Potremmo fare tante considerazioni. Ne facciamo una, prendendo spunto dalla giovane età della ragazza e dalla facilità dell’accesso a un degrado shock come il covo di via dei Lucani a San Lorenzo: riguarda il fenomeno della “precocizzazione”. Cioè troppo presto e troppo pervasivamente (secondo i dati disponibili) i nostri ragazzini sono precocizzati: la pornografia già a 11 anni, il binge drinking (lo sballo alcolico a digiuno) tra i 12 e i 15 anni, l’accesso alle sostanze verso i 12-13 anni (quando il cervello inizia la fase di massimo sviluppo), l’erotizzazione mediatica già prima dei 10 anni, il sexting dai 14 ai 18 anni per almeno il 30-40% degli adolescenti. E in tutto ciò svetta l’assenza di adulti responsabili, capaci di entrare in relazione con i ragazzini, dotati di carisma, di credibilità e di significato.

Il collasso della generazione dei trenta-quarantenni e dei cinquantenni di oggi è sotto gli occhi di tutti: “adultescenti” incapaci di prendersi cura di se stessi, in perenne crisi, privi di identità, professionalmente incerti e sentimentalmente instabili. Resto della mia idea: per prendersi cura dei ragazzi di oggi occorre ripartire dagli adulti. Sono gli adulti che hanno bisogno di essere educati, di crescere e di riconquistare un po’ di credibilità e di significato. La fragilità degli adolescenti e dei ragazzini (secondo una recente indagine sono 250mila i minorenni che a scuola presentano un disagio diagnosticato e che hanno bisogno di attenzioni specifiche, praticamente un esercito!) è lo specchio tragico della fragilità degli adulti. Desirée è innanzitutto il fallimento della capacità di cura di adulti sbiaditi e inconsistenti.

Tonino Cantelmi

da Roma Sette del 30 ottobre 2018

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