I GIOVANI E LE DROGHE – CORRIERE DELLA VALLE PAG.23

UN ESTRATTO:
“Mureddu ha poi proposto la riflessione dello psichiatra e professore universitario Tonino Cantelmi che ha introdotto il concetto di “Tecnoliquidità”. «Contale termine – spiega la relatrice – si definiscono gli effetti dell’interazione della “società liquida” con la diffusione della “rivoluzione digitale”. Questa interazione si declina in tre elementi: la velocità, il narcisismo e l’ambiguità da cui dipendono importanti cambiamenti per l’uomo nella sfera cognitiva, in quella relazionale e in quella sociale. L’uomo è definito oggi come homo tecno–digitalicus, immerso nell’era digitale. Poiché la mente umana “costruisce” se stessa attraverso l’interazione con l’ambiente, le trasformazioni operate dalle tecnologie sull’ambiente esterno non possono che avere delle conseguenze sulla sua formazione. Avviene un cambiamento antropologico del modello della mente umana. Oggi si parla di nativi digitali. I ragazzi stanno mutando il loro modo di apprendere». Per Cantelmi il paradigma della Tecnoliquidità ipotizza come l’insorgere di nuovi disturbi psicopatologici (dipendenze) dell’uomo moderno possano essere correlati all’incontro della società liquida con mutamenti nello stile di vita apportata dalle nuove tecnologie digitali. Ma quali sono queste caratteristiche? «Prima di tutto la Velocità. – prosegue Mureddu – È una società incessante sempre attiva. Tutto deve essere consumato velocemente: il tempo, le relazioni, la vita. L’uomo è alla continua ricerca di informazioni “connessioni” per non rimanere indietro in un mondo in continuo mutamento. L’uomo vive la paura in questo continuo mutare di perdersi qualcosa. Nasce la nuova patologia compulsiva della dipendenza dal digitale che un po’ colpisce tutti. Nella società di oggi poi domina il narcisismo, cioè la massima esaltazione della libertà individuale. Il potere è dato dall’apparire. Pensate alla figura dell’influencer. L’uomo rinuncia però alle scelte definitive perché vive la paura di precludersi altre opzioni di scelta. Ogni decisione, impegno preso è vissuto come una limitazione alla propria libertà. E infine è un mondo ambiguo. La rinuncia alla identità stabile, fa entrare nella dimensione dell’identità mutevole, difforme, dissociata e ambigua di chi è e allo tempo stesso non è. La tecnologia digitale consente all’uomo di essere senza vincoli, di connettersi e di costruire legami liquidi, mutevoli, cangianti fragili, privi di sostanza.”

CorriereValle 2019 – Cantelmi

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