Bambini uccisi: “Crollo delle capacità genitoriali”

Morti due bambini a Margno. La causa sarebbe stata la difficile separazione tra il padre e la madre. A trovare i figli morti sarebbe stata quest’ultima. Un dramma silenzioso a cui la società non può restare indifferente.

Si sarebbe suicidato il padre dei due bambini, un maschio e una femmina gemelli di 12 anni, uccisi in un condominio di Margno, quasi 400 abitanti in Valsassina (Lecco). Poi il padre si sarebbe gettato dall’altissimo ponte della Vittoria a Maggio di Cremeno, luogo poco lontano da dove si è consumato il duplice omicidio. I primi accertamenti confermano la morte dei bambini per soffocamento.

Questa la vicenda accaduta nelle ultime ore e che lascia tutta Italia senza parole. Ancora una volta a pagare le conseguenze di diatribe tra adulti sono i bambini.

Malmenati e picchiati fino a ucciderli perché il loro pianto o i loro bisogni disturbano, impediscono di dormire o di fare altro. Oppure merce di scambio di rabbia e insoddisfazione personale e di coppia. Sono i piccoli che muoiono per mano di adulti. I motivi sono spesso di una banalità sconcertante. Chi non il piccolo Gabriel, due anni, strangolato perché la madre e il compagno non riuscivano ad avere un po’ di intimità; Mehmet, due anni e mezzo, ucciso dal padre venticinquenne tossicodipendente perché non lo lasciava dormire. Leonardo, solo 20 mesi, picchiato a morte dai genitori e sul cui corpicino il medico legale ha rinvenuto segni di efferata violenza. Una vera strage degli innocenti nella quale rientrano anche i bambini uccisi dai propri padri, uomini violenti – in realtà fragilissimi – che usano i figli come vendetta.

Tutto queste mette in luce un aspetto drammatico: l’incapacità di essere genitore e di garantire il benessere dei propri figli. Secondo Tonino Cantelmi in una intervista dichiara che oggi siamo di fronte ad una generazione di genitori perennemente “adultescenti”, che di adulto hanno solo l’età anagrafica ma conservano segni adolescenziali: si innamorano con facilità, non sopportano le frustrazioni, trasgrediscono, fanno uso di alcol o di sostanze. Adulti adultescenti non in grado di prendersi cura dei figli, piccoli e meno piccoli. Con l’accudimento prima, con l’educazione poi, che è fatta anche di regole e divieti. Genitori incapaci di assumersi impegni e di gestire in modo oblativo un rapporto affettivo. Questi uomini – perché spesso è la figura maschile ad avere questo comportamento – sono talmente concentrati su di sé che non hanno consapevolezza del dolore fatale che infliggono, e non tutti sono capaci di ammettere la capacità di perdere facilmente il controllo”. 

Uno scenario preoccupante che deve vedere le istituzioni, la rete familiare, amici e tutti intervenire e radidamente.