Dipendenza Affettiva

DIPENDENZA AFFETTIVA

L’amore che può essere definito una “droga” è uno stato affettivo che in una coppia normale è destinato a portare alla distruzione della relazione. Ma esso si instaura in “coppie disfunzionali”, ossia in contesti relazionali-affettivi in cui in genere uno dei partner mostra segni di dipendenza verso l’altro e in cui si radica una tendenza ad alimentare questa forma di equilibrio paradossale della coppia fondato sul malessere.

Si è lungamente dibattuto sulla esistenza dell’ “amore romantico”: da sempre laici e scienziati si interrogano sulla presenza di un substrato biologico sottostante questo fenomeno, si chiedono se si tratti di una manifestazione culturale, o ancor più semplicemente se si abbia a che fare con una  figura retorica creata dai poeti .

Recenti studi, condotti attraverso la risonanza magnetica funzionale, o fMRI, sembrano aver fugato ogni  dubbio, dimostrando come sentimenti di intenso amore coinvolgano quelle regioni cerebrali impiegate nei cosiddetti “meccanismi di ricompensa”, ovvero quelle stesse regioni coinvolte nello sviluppo e nel mantenimento di una dipendenza.
Uomini e donne “appassionatamente innamorati”, dimostrano infatti i tratti tipici di questo fenomeno come l’astinenza e la tolleranza.
Va però sottolineato che solo in alcuni casi l’innamoramento può virare verso una condizione realmente patologica, tendenzialmente può infatti essere considerato come una naturale “dipendenza positiva” , fondamentale per la nostra specie, qualora i sentimenti  che esso suscita siano appropriati e “non tossici”, e al contempo si può parlare di “dipendenza negativa” qualora i vissuti ad esso associati siano invece prevalentemente inappropriati e conducano a protratte condizioni di profondo disagio.

In alcuni casi la dipendenza è reciproca e ciò genera una costruzione a due del disagio che si radica in modo ancora più forte e che alimenta più facilmente le distorsioni cognitive che fanno pensare che alcuni comportamenti siano “normali e dovuti” al partner.