Counseling filosofico

“La filosofia al servizio dei dilemmi quotidiani”

Il Counseling Filosofico ha una precisa identità, ed appartiene alle varie forme delle pratiche filosofiche e del counseling ad indirizzo umanistico – esistenziale.

Esso nasce in Germania nel 1981 per iniziativa del filosofo Gerard Achenbach, il quale ha richiamato il ruolo d’importanza pratica che ha avuto la filosofia nella Grecia Classica.

Nasce così, nella metà degli anni Ottanta, tale approccio di relazione d’aiuto ove il counselor non cura il cliente, ma si prende cura di lui.

E’ l’uso della filosofia al servizio dei dilemmi quotidiani.

Il Counseling Filosofico è rivolto a chi è mosso dal desiderio di:

  1. Risolvere dubbi e perplessità sul significato e il valore della vita.
  2. Sbloccare i “crampi mentali” o posture logiche di pensiero poco feconde per affrontare in modo funzionale l’ambiente.
  3. Fare scelte di vita consapevoli
  4. Portare alla luce la propria implicita visione del mondo
  5. Analizzare la compatibilità tra le proprie credenze e lo stile di vita

Il Counseling Filosofico s’inserisce in un processo recente, d’importanza della prassi nelle discipline filosofiche. Rappresenta una relazione d’aiuto in cui un esperto (il Counselor) offre al cliente la propria competenza al fine di risolvere e rispondere a specifiche domande dell’esistenza. Il Counselor Filosofico è una sorta d’agevolatore maieutico, di catalizzatore di processi decisionali e chiarificatori; faciliterà una valorizzazione maggiore delle risorse personali del cliente ed una maggiore possibilità d’espressione.

Nell’ambito del Counseling Filosofico grande importanza è data allo spazio interpersonale, che si crea attraverso l’alleanza terapeutica, come fondamentale spazio per filoso-fare.

E’ dal problema reale, portato dal cliente, che nasce la riflessione filosofica.

Non quindi una filosofia fine a se stessa, che si risolve nella pratica astratta e lontana dalla realtà, bensì un atteggiamento che consente di agire e di intervenire, in modo efficace, sulle questioni della vita reale.

Lo scopo del Counseling Filosofico è quello di offrire l’opportunità di esplorare, scoprire e rendere chiari schemi di pensiero e d’azione, per vivere più consapevolmente le proprie scelte esistenziali e la propria vita in senso lato.

Il Counseling Filosofico s’identifica dunque come una forma d’intervento focalizzata a persone che non presentano patologie psichiche.

I campi di intervento specifici del Counseling Filosofico sono: i disagi esistenziali (il senso della vita, la malattia, la morte, l’ amore, la felicità, la tristezza); i conflitti che derivano da difficoltà decisionali (riguardanti se stessi, i rapporti di coppia, la famiglia, gli studi, le scelte professionali, il lavoro); le questioni riguardanti interrogativi etici e morali (la fedeltà, la libertà, la giustizia, l’aborto, la fecondazione artificiale, l’eutanasia, i trapianti, la donazione di organi); le esigenze intellettuali di ricerca e conoscenza, che comprendono l’ eventualità, rara ma possibile, che venga richiesto un supporto filosofico, per il solo piacere di soddisfare un’esigenza intellettuale.
Ci sono una serie di condizioni definibili casi di confine, abitualmente trattate dalla psicoterapia, che possono essere considerate un’area di sovrapposizione tra il patologico e il non patologico.

Il che vuol anche dire che,  per le loro caratteristiche,  possono trarre beneficio sia dall’approccio del Counseling Filosofico che da quello psicoterapeutico.

Tra i casi di confine possiamo considerare: le condizioni d’angoscia e depressione esistenziale derivanti da una pervasiva sensazione di vuoto interiore con perdita di significato dell’esistenza; le cosiddette crisi esistenziali tipiche delle età di transizione (l’adolescenza, la mezza età, la menopausa e l’andropausa,  la terza età, la senescenza, …); le crisi di valori e significati derivanti da questioni specifiche, che comportano sovente una perdita dell’equilibrio emotivo; gli aspetti della personalità che contribuiscono a definire la tipologia personale e che in alcuni casi creano disagi personali (la timidezza, l’irritabilità, il pessimismo, l’insicurezza, …).

Barrientos Rastrojo, Counselor Filosofico spagnolo, nel suo manuale di Counseling Filosofico, distingue tre diversi correnti riguardo al rapporto tra psicoterapie e Counseling Filosofico.

Vi è una prima posizione, di “armonia”, basata su una distinzione tra le due discipline non scevra di aperture collaborative. La separazione tenderebbe a basarsi sulla diade conscio/inconscio definendo il Counseling Filosofico come terapia per sani.

Un tipico esempio della posizione è quella di Lou Marinoff e di Ruschmann.

La seconda posizione è definita di “simbiosi”, vale a dire un tentativo di innestare metodi e cognizioni delle psicoterapie nel Counseling Filosofico.

Tra i “simbiotici” possiamo citare, l’italiano Ludovico Berra, Tim LeBon e Luis Cencillo.

La terza ed ultima posizione è quella della “separazione e del superamento critico”, in cui l’universo di valori e pratiche delle psicoterapie è sottoposto a critiche e il Counseling Filosofico è posto come qualcosa di diverso.

Tra questi citiamo, Barrientos Rastrojo, Schuster, Achenbach e Pollastri.

L’idea base della consulenza filosofica è che ognuno di noi ha una propria visione del mondo che sottende alle nostre scelte, ai nostri atteggiamenti, ai nostri comportamenti, e spesso la chiave è divenirne consapevoli.

Al centro c’è l’uomo, dunque, come nucleo di pensiero, emozione e azione.

Il consulente non è in una posizione di predominio: al contrario, consulente e consultato sono alla pari, lo scambio fra di loro è reale, bi direzionale.

Colui che fornisce la consulenza si mette in gioco con la propria visione della vita, e aiuta il “cliente” ad orientare le sue domande e focalizzare la questione da altri punti di vista, per farlo così giungere da solo alla risoluzione, per mezzo di questo processo.

Ciò permette inoltre al consultato di accrescere la consapevolezza di sé, poiché emerge il suo modo di reagire di fronte alle situazioni, i suoi desideri, la sua personalità e il suo progetto di vita. Il consulente aiuta la persona ad esercitare al meglio il suo raziocinio.