Mindfulness

“Per il benessere della mente e della persona”

La Mindfulness è uno stato mentale, “una modalità dell’ essere, non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com’è e di permettere a noi di essere, semplicemente, in questo presente” (Teasdale), che può essere coltivato e stabilizzato attraverso particolari tecniche.

E’ uno stato mentale non concettuale, non-discorsivo, non-linguistico, e  che soprattutto “apre” a degli insight che portano alla comprensione profonda del funzionamento della mente stessa.
Questo modo di essere può offrire un luogo di sicurezza e pace ”una base sicura” – che è innata nella nostra naturale costituzione.

Spesso si sceglie di non tradurre il termine inglese mindfulness (a sua volta derivato dall’originario termine sati in lingua pali). Le traduzioni più immediate, ossia “consapevolezza, attenzione, attenzione sollecita, presenza mentale, piena presenza”, rischiano infatti di dare il via ad una serie di associazioni semantiche svianti e non esaustive.

Essere mindful riguarda il “prendere coscienza di noi stessi, del nostro sentire e di conseguenza del rapporto col mondo in cui viviamo” attraverso la possibilità di connetterci con l’esperienza del momento presente.

Con la pratica di mindfulness la nostra vita si arricchisce della straordinaria esperienza dell’essere, rafforzando la sintonizzazione personale ed interpersonale, che è il cuore di tutte le relazioni.

La mindfulness ha lo scopo di aumentare la consapevolezza dei nostri stati mentali, cioè delle emozioni, dei pensieri e delle sensazioni fisiche, accresce la flessibilità mentale, in questo modo vengono meno gli automatismi. Questo implica che è più probabile che reagiamo alle situazioni, anche quelle di difficoltà, con delle vere e proprie risposte piuttosto che con delle reazioni impulsive: come se d’un tratto quella sorta di pilota automatico che normalmente affianca i nostri processi mentali si spegnesse e lasciasse spazio al vero io.

In questa chiave, nel procedere verso un naturale ampliamento di qualità come l’empatia e la compassione, che ci permettono di osservare la realtà in un’ottica di interdipendenza e interrelazione, andiamo ben oltre lo spazio ristretto del nostro ego.

Questo permette di prenderci cura eticamente e concretamente della sofferenza nelle sue varie forme, sostiene l’autentica necessità di voler contribuire al raggiungimento della nostra felicità senza prescindere dalla felicità di chi ci circonda, senza considerarci superiori o più importanti, senza separazione.

Ci impegna, secondo l’essenza della mindfulness, per una trasformazione profonda ed etica del vivere.

I programmi mindfulness based (cioè orientati ad aumentare la consapevolezza) hanno come principale obiettivo il benessere globale della persona.

I percorsi proposti vanno primariamente nella direzione:

  • della gestione (e quando è possibile) riduzione della sofferenza/ malessere/disagio, sia che riguardi un ambito  psicopatologico, sia che si sviluppi su un piano esistenziale, fisico, emozionale o relazionale dell’individuo
  • della possibilità di generare, nel tempo, nuove prospettive di osservazione e comprensione della propria realtà e, di conseguenza, anche la possibilità di sperimentare diverse e più gradevoli tonalità emotive.