Social Dreaming

“I sogni, per comprendere il contesto sociale”   

Si basa sulla possibilità di considerare il sogno come manifestazione della realtà che ci appartiene e sulla capacità di questi di mostrare il contesto sociale condiviso. Ha una doppia natura: una sistemica per cui l’impostazione del lavoro è fatta sulla gestalt e non sull’individuo, l’altra analitica che si concentra sul sogno al fine di conoscere processi inconsci e pensieri sottostanti.

A livello psicanalitico, è una tecnica di lavoro in gruppo che riconosce un valore fondamentale al contributo che il sogno di ognuno può offrire alla comprensione, non tanto della parte interna, quanto del tessuto sociale ed istituzionale in cui vivono: ciò si basa sul presupposto teorizzato da Gordon Lawrence (1998) secondo cui i sogni contengono informazioni riguardanti la situazione contingente della vita di un individuo. Infatti, l’inconscio può sfuggire alla censura dell’Io raccontando, anche se in modo trasformato da meccanismi quali spostamento o condensazione, contenuti che possono essere ricollegati alla realtà, ma privati dalle costrizioni e dalle regole della società; il sogno garantisce, inoltre, la quiete del sonno, perché diventa una modalità che il soggetto ha disponibile per scaricare tensioni e frustrazioni acquisite durante il giorno e che trovano realizzazione nell’immagine onirica.

La tecnica del Social Dreaming si basa su una serie di incontri chiamati “matrici”, della durata variabile di circa un’ora e mezza ed appartenenti a cicli più o meno lunghi a seconda dei casi.

I partecipanti hanno la capacità del gruppo di creare una rete: i sogni successivi, infatti, si collegano tra loro evidenziando corrispondenze con quelli raccontati negli incontri precedenti (Armstrong, 1998). In questo modo è possibile creare un database condiviso che modifica il suo contenuto di volta in volta, facendo emergere nuovi sogni e pensieri.

Il gruppo viene visto come un “luogo mentale” in cui da una parte l’individuo afferma la propria identità, dall’altra si crea uno spazio in cui si incontrano fantasia e realtà che permettono la nascita di nuove idee e pensieri: questo favorisce la condivisione del contenuto sociale dei sogni che porta alla coesione affettiva e ad un processo di autoconoscenza (Marinelli & Vasta, 2004).

Il Social Dreaming viene oggi applicato in vari ambiti attivando un pensiero collettivo e creativo che aiuta a comprendere il contesto sociale per favorire una maggiore tolleranza; viene, inoltre, recentemente associato al cinema facilitando l’esplorazione nei luoghi dell’immaginario: cinema e sogno, infatti, parlano attraverso immagini in movimento che si connettono tra loro, evitando un fermo immagine e sospendendo lo sguardo razionale (Stoccoro, 2012).

Punti di forza:

  • è molto accurato per un’analisi di clima; rivela con molta chiarezza quali siano i pensieri e le preoccupazioni del sistema di appartenenza del collettivo che partecipa alla matrice.
  • favorisce un’interazione fluida e non gerarchica tra i partecipanti: si sviluppano connessioni e conversazioni ‘significative’.
  • favorisce una cultura di non dipendenza, all’interno della quale si sviluppa sia la capacità di esercitare la propria autorità sia di lavorare in un collettivo di persone.
  • favorisce la capacità di tollerare il non sapere, per poter realmente accedere a pensieri nuovi.
  • favorisce lo sviluppo del pensiero sistemico e complesso.
  • utilizzato con continuità porta al cambiamento, che a volte, per sua natura arriva in modo inaspettato e sorprendente.